Scoprire le proprie radici è come sfogliare un libro antico, dove ogni pagina racconta una storia che si intreccia con la tua. I Cunama, il mio popolo, rappresentano questa connessione profonda tra ciò che siamo stati e ciò che siamo oggi. Un popolo antico, originario del Corno d’Africa, con una storia che attraversa i confini di Etiopia, Eritrea e Sudan.
I Cunama sono una comunità fiera, nota per la loro resilienza e il loro legame con la terra. Tradizionalmente agricoltori e pastori, vivono in villaggi organizzati in clan matrilineari, dove le donne sono custodi di storie, tradizioni e identità. È una struttura che riflette un profondo rispetto per il ruolo femminile, un valore che sento fortemente mio.
La lingua cunama, che appartiene al gruppo nilo-sahariano, è un simbolo di questa resilienza culturale. Le loro parole, le storie tramandate oralmente, parlano di una vita semplice ma ricca di significato. Ciò che mi affascina è la spiritualità che pervade ogni aspetto della loro esistenza: il culto di Anna, il dio supremo, e la venerazione degli antenati, che guidano ancora oggi il loro cammino.
Tuttavia, il tempo non è stato sempre gentile con noi. I Cunama, nonostante la loro forza, portano il peso di secoli di sfide: guerre, migrazioni, pressioni esterne. E, a volte, questa antichità si riflette in una mentalità conservatrice, che può sembrare un ostacolo al cambiamento. È un aspetto che osservo con rispetto, ma anche con il desiderio di vedere una maggiore apertura verso il futuro.
Essere parte di questo popolo significa per me portare avanti un’eredità preziosa, ma anche riflettere su come possiamo crescere, evolvere e adattarci. Le radici non sono solo ciò che ci tiene legati al passato, ma anche ciò che ci dà la forza di crescere verso l’alto, verso nuove possibilità.
Fonti e approfondimenti:
- Pollera, A. “I Baria e i Cunama”
- Studi accademici e testimonianze orali della comunità Cunama.
- Imma Pinto, “Sulle origini dei Baria e dei Cunama”, tesi di laurea.