Capitolo 2 – Gulele

Il vicolo del silenzio è un luogo sospeso nel tempo e nello spazio, dove l’eco tumultuoso del mondo esterno sembra non avere accesso. È una strada stretta e buia che si insinua nel cuore di Gulele, attraversare quella soglia significa entrare in un’atmosfera di quiete assoluta, dove i suoni del vicolo stesso sono assorbiti, quasi ovattati, e avvolti in un manto di serenità e distacco dal caos del mondo esterno.
Gli edifici si ergono maestosi, il vicolo è stretto, e le pareti dei palazzi sembrano custodi silenziosi che schermano gli abitanti dal tumulto del mondo esterno.
Così Meklit ha fatto la sua scelta qualche anno fa: non ha scelto solo una casa, ma il vicolo stesso. Quest’angolo di quiete, questa oasi di tranquillità, è stato il luogo che ha scelto di chiamare casa. Ogni passo, in quel silenzio che avvolge il vicolo, era un’offerta di pace e contemplazione.
Esce dal vicolo, sorridendo a qualche vicino e fingendo di essere in ritardo chissà per quale impegno. Si muove con passo deciso per le strade di Gulele che di solito la abbracciano come un vecchio amico. Oggi però qualcosa sembra diverso, le strade sono cariche di una finalità palpabile, vede tutto scorrere sotto ai suoi occhi come un caleidoscopio di suoni e colori. Il sole alto nel cielo dipinge le vie di una luce intensa, il calore si fa sentire sotto i piedi. Il vociare dei venditori e il movimento incessante dei passanti creano una sinfonia urbana a tratti quasi soffocante. L’aria è impregnata di odori: spezie, carne grigliata, fiori freschi e le arance… un meraviglioso profumo di arance.